Felpa Smanicata Con Cappuccio e Zip GDM Italiana Logo Cucito

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Descrizione

Felpa Smanicata con Cappuccio e Zip, Ricamo Centrale Piccolo, Stampa sul Retro Effetto Rovinato Senza Maniche Primo Carnera

LOGO CUCITO GDMI

La Felpa Tecnica con Cappuccio Primo Carnera è l’ideale per le attività di fitness e all’aria aperta: mantiene caldo, è comoda, e veste bene il corpo.

In poche parole, una felpa per gli amanti dello sport e dell’attività dinamica.

DETTAGLI PRODOTTO

Composizione: 100% Cotone

Colori Disponibili: Verde Army | Nero

Tipo di sport: Training

Particolari: Cappuccio

Polsini: Coste elastiche, elastico

Fantasia: Stampa GDMI 1978 Piccola Frontale, Stampa GDMI Grande Posteriore

Funzione: Traspirante

Avvertenze: Lavaggio a macchina a 30 gradi

Taglia e FIT

Vestibilità: Normale

Lunghezza: Lunghezza normale

Lunghezza manica: Manica lunga

 

Diritto di Recesso: 14 giorni per restituire il tuo ordine dalla data di consegna.

Primo Carnera (Sequals, 25 ottobre 1906 – Sequals, 29 giugno 1967) è stato un pugile, lottatore e attore italiano naturalizzato statunitense nel 1953. Soprannominato “La montagna che cammina” per la sua imponente stazza[2], fu il primo italiano a conquistare un titolo mondiale di pugilato, quando il 29 giugno 1933 detronizzò Jack Sharkey per la corona iridata dei pesi massimi. Perse la cintura il 14 giugno 1934 dopo una sconfitta contro Max Baer. All’apice della sua carriera fu sfruttato come mezzo di propaganda dal regime fascista di Benito Mussolini, sino alla sua uscita dallo scenario pugilistico internazionale a metà degli anni trenta[3].

Cresciuto in un contesto di povertà, a partire dagli anni quaranta seppe trovare fortuna anche nel mondo del cinema e del wrestling[3]. Recitò infatti in pellicole italiane e statunitensi, prima di intraprendere con successo la carriera da lottatore in Giappone. Dopo aver girato il mondo come celebrità nei decenni successivi, abbandonò definitivamente il ring e fece ritorno in Italia negli anni sessanta. Chiamato affettuosamente “Gigante buono”, è noto per antonomasia come uomo di notevole statura e di eccezionale forza fisica[4].

Primo Lavoro come Artista del Circo in Francia

Ancora adolescente, spinto dalla povertà e dalla fame, emigrò in Francia presso gli zii, trovando un’occupazione come carpentiere[3]. Tale attività necessitava di maggiore energia ma gli permise una migliore alimentazione. Gli zii lo introdussero anche nel mondo del pugilato, organizzandogli un incontro con un principiante, ma Carnera non era ancora pronto al grande passo. Il suo fisico, intanto, diventava sempre più alto e robusto: 197 centimetri[1] per 130 chili[5]. Riuscì ad adattare i vestiti, ma per quanto riguarda le scarpe non poteva che camminare scalzo.

Nel 1925, un circo fece tappa proprio dove lui risiedeva, vicino a Le Mans. Un giorno, durante uno degli incontri di lotta di questo circo al quale stava assistendo, il responsabile notò il suo fisico imponente e lo ingaggiò.

Con questo nuovo lavoro, Carnera sperava soprattutto di migliorare il proprio tenore di vita. Così iniziò a girare, per tre anni, in varie località. Alla sua vista le persone rimanevano sbigottite, ma alcune lo sfidavano. A tal proposito si narra che in uno dei suoi incontri un giovane gli avesse dato un pugno allo stomaco; Carnera si arrabbiò per la violenza gratuita e lo afferrò per il collo facendolo svenire; gli amici del giovane provarono a vendicarsi sfidandolo in quattro, ma l’agilità e la potenza sviluppate gli permisero di aver ragione degli assalitori senza particolare difficoltà. I giornali pubblicarono la notizia accrescendo la popolarità del circo e dello stesso Carnera.

Il responsabile, soddisfatto dell’incremento dei guadagni ottenuto grazie a lui, gli aumentò il salario. Sull’onda del successo del lottatore friulano, venne messa in palio una ricompensa per chi l’avesse battuto, ma nessuno ci riuscì. Divenne un fenomeno da baraccone e gli vennero affibbiati vari soprannomi, tra i quali il più curioso era Juan lo spagnolo.

Un giorno il circo fece tappa ad Arcachon. Qui, tra la folla che assisteva alle lotte di Carnera, c’era anche Paul Journée. L’ex campione francese dei pesi massimi notò l’abilità dell’eccezionale lottatore. Vide in lui le potenziali capacità di un pugile, che solo allenandosi avrebbe potuto valorizzare le proprie doti. Per Carnera però abbandonare il circo avrebbe significato un ritorno alla povertà, e quindi inizialmente preferì lasciar cadere la proposta. Solo in seguito trovò una soluzione: si sarebbe sostentato riprendendo il suo primo mestiere, e nel frattempo si sarebbe allenato nella palestra di Journée.

Come divenne Campione dei Pesi Massimi

Jack Sharkey, di Boston, era di origine lituana (il suo vero nome era Joseph Paul Zukauskas); aveva conquistato il titolo mondiale dei pesi massimi il 21 giugno 1932 nella rivincita con il tedesco Max Schmeling, per un controverso verdetto ai punti[18]. Prima di mettere in palio il titolo con Carnera aveva un record di 35 vittorie, 8 sconfitte e due pari, contro le 74 vittorie e 6 sconfitte dello sfidante.

Il 29 giugno 1933, i due pugili si sfidarono al Madison Square Garden Bowl di New York, a Long Island, di fronte a 40 000 spettatori. Al peso, Carnera accusò 118 kg; il campione in carica 91[7].

Già nel primo round, Carnera atterrò l’avversario, che si rialzò immediatamente, evitando il conteggio. L’incontro proseguì abbastanza equilibrato per altre cinque riprese. Al sesto round Carnera atterrò una prima volta il Campione del Mondo, che si rialzò e fu contato dall’arbitro. Subito dopo il pugile italiano colpì in pieno volto Jack Sharkey con un montante destro, mandandolo KO e conquistando la cintura di Campione del mondo dei pesi massimi[19][20]. Carnera era diventato il primo italiano campione mondiale di pugilato. Dopo l’incontro, il pugile scrisse due telegrammi di ringraziamento: il primo era indirizzato alla madre e il secondo al Duce.

1933, Primo Carnera dopo la vittoria su Jack Sharkey
Carnera divenne un eroe nazionale. Le istituzioni lo accolsero e lo omaggiarono. Il “gigante di Sequals”, infatti, rappresentava un modello utile al regime. Benito Mussolini voleva fare di Carnera un modello da imitare e lo fece affacciare dal balcone di Piazza Venezia. Per l’occasione il pugile indossò l’uniforme della milizia fascista: il regime lo aveva arruolato, per motivi di propaganda, come milite (Camicia Nera) della 55ª Legione Alpina “Friulana” di Gemona. Il Minculpop (ministero della cultura popolare) lo rese un modello ideale dell’italiano, vietando anche espressamente agli organi di stampa di pubblicare immagini di Carnera al tappeto. La sua popolarità incrementò la produzione di fumetti, manifesti e articoli di stampa che lo omaggiavano come un uomo invincibile. Gli venne assegnato il titolo onorario di campione italiano dei pesi massimi.

il 22 ottobre 1933, a Roma, Carnera mise in palio il titolo mondiale contro il Campione d’Europa in carica, lo spagnolo Paulino Uzcudun; il match, pertanto, prevedeva l’aggiudicazione di entrambe le cinture dei pesi massimi. Nella cornice di Piazza di Siena, in Roma, Primo Carnera combatté di fronte a 60.000 spettatori, alla presenza di Benito Mussolini, esibendo una camicia nera sotto all’accappatoio, al fine di esprimere la propria vicinanza al regime fascista. Il match risultò abbastanza monotono agli occhi degli spettatori, che attendevano una vittoria per fuori combattimento del pugile di casa. Nonostante Carnera avesse attaccato per tutto l’incontro, infatti, non riuscì ad atterrare nemmeno una volta l’indomabile avversario che, però, prima di allora, non aveva mai perso prima del limite. Il match, comunque, si concluse con una netta vittoria ai punti per il Campione del Mondo che conquistò, così, anche il titolo europeo[7][21].

Dopo questa prima difesa del titolo, Carnera ritornò negli Stati Uniti e il 1º marzo 1934 lo mise in palio contro Tommy Loughran che era stato Campione del Mondo dei pesi mediomassimi, tra il 1927 e il 1929. Carnera accusò al peso kg 122,5 kg e lo sfidante solamente kg 84,4. Il pugile italiano, più pesante di oltre 38 chilogrammi, conservò la corona mondiale per unanime verdetto ai punti in quindici riprese (10-1 per due giudici e 12-3 per il terzo)[22].

 

 

 

Informazioni aggiuntive

Colore

Verde Army, Nero

Taglia

XS, S, M, L, XL

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