Intervista a Leonardo Zerella istruttore Gdmi a Cesate

  • Leonardo Zerella

    Nome istruttore

  • Cesate (MI)

    Centro GDM

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  • 340 8865193

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Perché hai scelto di diventare un istruttore per GDMI

Ho fatto questa scelta nel 2017 e da allora non ho ancora avuto un dubbio sul Nostro metodo, il mio entusiasmo non ha ceduto niente.
Ho scelto di diventare istruttore GDMI per tanti motivi.
Il primo (e fondamentale) è che dopo poco tempo che frequentavo il centro del mio paese ho capito che stavo frequentando la “mia” disciplina sportiva. Ho sempre apprezzato ed esaltato l’allenamento a corpo libero e, finalmente, sono riuscito a trovare qualcuno che proponesse il “semplice” allenamento delle basi, quello di cui tutti abbiamo bisogno per garantire (ed ottenere) una qualità di vita superiore. Non sono mai stato amante delle sale pesi (pur avendone frequentate molte per diversi anni durante l’agonismo) ed allenarmi in normalissime palestre scolastiche senza il bisogno di attrezzature era esattamente quello che andavo cercando per il mio allenamento, Ho apprezzato da subito lo spirito di squadra (altra componente importantissima per me). Ho amato il metodo dell’istruttore e la possibilità di allenarsi in condizioni sfavorevoli (caldo, pioggia, freddo). Amo stare all’aria aperta e non mi preoccupo delle condizioni del meteo. Mi alleno perchè mi fa stare bene ed avevo finalmente trovato una disciplina nella quale coesistevano TUTTE queste mie esigenze/attitudini.

Sono diventato istruttore nel periodo (nell’anno) più buio e difficile della mia vita.
A marzo del 2017 in poche ore un incendio a distrutto metà della palazzina in cui abito e buona parte della mia casa acquistata e ristrutturata 6 mesi prima. Nello spazio di 3 ore io e la mia compagna ci siamo trovati senza un posto dove dormire e senza più vestiti, senza sapere quanta parte “delle nostre cose” e della nostra vita fosse andata distrutta.
Insegno ormai da 12 anni Judo (sono un istruttore attivo, pratico da 22 anni e ne ho passati 12 sui tatami di gara). Amo questa disciplina e il meraviglioso mondo delle arti marziali e in generale tutti gli sport di lotta/contatto.
Dopo tutti questi anni avevo la necessità di tornare ad essere “solo” un atleta. Avevo bisogno di qualcuno che mi dicesse cosa fare e come. In GDMI ho trovato ESATTAMENTE quello di cui avevo bisogno.
Per far fronte anche agli impegni economici dovuti alle conseguenze dell’incendio (e alla perdita di lavoro di mia moglie) a Novembre di quello stesso anno ho aperto il mio centro.
Da li è iniziato tutto e, quella che era stata una situazione complessa e stressante è diventata un’occasione di crescita e miglioramento della quale apprezzo i risvolti oltre che riderci sopra.


 

 

Quale aspetto ti piace di più del metodo GDM?

Del metodo GDMI apprezzo tutto, altrimenti non avrei scelto di portare il mio contributo per la diffusione di quello che ritengo uno strumento formidabile per l’educazione psicofisica di tutte le persone senza alcuna distinzione.
Ritengo eccellente l’allenamento trasmesso in forma comando, proprio come al militare.
Sposo in pieno la richiesta di allenarsi ovunque e comunque, indipendentemente da quello che succede intorno, sopra o dentro di noi. In questo modo non si risolvono i piccoli o grandi problemi della vita ma si fa qualcosa di molto più importante. Si sviluppano l’attitudine e le energie necessarie a comprenderli e trasformarli.
Ammiro il metodo GDMI per quello che trasmette alla persone, per la stretta correlazione tra corpo e mente e per la soddisfazione che vedo sui volti dei praticanti a fine allenamento. Ne apprezzo in particolar modo l’aspetto “sociale”… un unica entità grande quanto l’Italia, con un unico metodo (senza “primi della classe”).

Di cosa ti occupavi prima di diventare istruttore GDMI?

Ad oggi insegno Judo da 12 anni.
Sono un insegnante GDMI da 5.
Sono appena diventato istruttore di Difesa Dinamica Militare Italiana.
Ho frequentato, nel corso degli anni, molti percorsi di formazione (dapprima nel settore delle arti marziali). Ho studiato comunicazione, pedagogia infantile, allenamento in età pre-scolare.
Parlo 3 lingue e ho avuto esperienze di lavoro in tutto il mondo anche di diversi mesi.

Come si diventa istruttori GDM?

Formalmente si diventa istruttori GDM dopo un corso di formazione approfondito e ricco di contenuti. Un istruttore (o istruttrice) GDM è una persona che non ha solo lavorato tanto. Si diventa istruttori GDM quando oltre il duro lavoro fisico si coltiva una visione di vita che ha come capi saldi la disciplina, la caparbietà, la volontà e la perseveranza. Diventi veramente un istruttore quando hai trovato il modo e le energie per far si che le persone riconoscano in te una persona meritevole della propria fiducia a cui affidarsi per la propria preparazione fisica e che abbiano stima delle tue capacità umane, della tua opinione e che ti chiedano consiglio.

Ho iniziato come tanti in uno dei tanti centro GDM. Il mio istruttore mi ha notato per l’impegno e le capacità. Poi mi sono iscritto al corso istruttori e aperto il mio primo centro. In seguito ne ho avuto un altro insegnando così quattro sere a settimana (oltre ai corsi di arti marziali). Diventi istruttore GDM quando apprezzi del tuo lavoro anche i difetti e li accetti pensando di poter portare il tuo contributo ma soprattutto sapendo che i vantaggi sono molti di più (e più importanti) degli svantaggi. Sei un istruttore GDM quando fai il meglio che puoi, con quello che hai e dalle difficoltà trai soddisfazione.

Che tipologia di persone partecipa ai vostri allenamenti?

La nostra squadra si allenano persone di entrambe i sessi divise in maniera più o meno equa (le donne sono, in ogni caso, in leggera maggioranza). L’atleta più giovane ha 17 anni, quello più anziano 61.
L’età media si assesta intorno ai 38-40 anni.
Abbiamo persone con le storie e i lavori più disparati. Ci sono liberi professionisti, periti chimici, operai, infermieri, ricercatori, cantanti e insegnanti di musica, impiegate amministrative, odontotecnici, assicuratori, commercialisti, sviluppatori di applicazioni, forze dell’ordine e adolescenti.

I vostri allenamenti sono davvero adatti a tutti?

Ginnastica Dinamica Militare italiana è realmente una disciplina adatta a tutti.
Lo provano le moltissime persone che ogni sera dell’anno si allenano in uno dei Nostri centri.
Alcuni iniziano iniziano per curiosità. molti iniziano per mettersi in forma o mantenerla e tutti apprezzano il lavoro di gruppo.
Tanti sono stimolati dall’intensità degli allenamenti e dal metodo militare.
Molte donne iniziano (o riprendono) a muoversi quando si avvicina l’età della meno pausa per i benefici che il movimento porta a questa fase della loro vite.
Tutti ne apprezzano i risultati che arrivano sempre quando supportati da uno stile di vita sano e un alimentazione adeguata.
Molti scoprono che le proprie patologie (spesso di natura muscolo-scheletrica) sono compatibili con il tipo di allenamento.

I vostri allenamenti sono adatti anche a chi vuole perdere solo peso?

Si i nostri allenamenti sono adatti a chi vuole perdere “solo” peso. Il dimagrimento è una delle motivazioni che più spesso spingono le persone ad intraprendere un percorso sportivo.
Non vi è alcun dubbio che alla base di questo risultato ci debbano essere uno stile di vita sano ed una dieta equilibrata. Tra le motivazioni che mi hanno avvicinato a GDM c’è stata la perdita di peso. In sei mesi di allenamento costante e di una dieta bilanciata sulle mi esigenze di vita (seguita con scrupolo) ho perso diversi kg. ma più di tutto ho perso centimetri.
Ho atleti che sono soddisfatti del proprio corpo adesso mentre ne erano delusi solo qualche anno fa. Ho un caso di un uomo adulto che ha perso 16 kg grazie alla sua volontà e al Nostro allenamento.
Una delle mie atlete ha gestito brillantemente i risvolti negativi della menopausa ed è soddisfatta ed entusiasta del suo corpo da donna matura.

Come si svolge un allenamento?

Si, seguo una struttura ricorrente ma non troppo rigida. Molto dipende anche dai progressi che il gruppo concretizza. Ho la fortuna di avere atleti di lungo corso. Molti dei miei iscritti frequentano il corso da almeno 2 anni. Alcuni si allenano con me da 4.
Il riscaldamento di tutti i distretti muscolari, delle articolazioni prende di buona norma dai 7 ai 10 minuti.
Si prosegue poi con almeno 3 esercizi per gli arti inferiori inframezzati da fasi di recupero attivo.
L’allenamento si sposta poi al suolo per c.ca 10-12 minuti in cui lavoriamo sul core con esercizi per l’addome e la catena cinetica posteriore.
Di seguito una fase di lavoro aerobico (sempre al suolo, es. corsa in montagna) con conseguente concentrazione sugli arti inferiori.
Si ritorna in posizione eretta per recuperare la fase aerobica con corsa, scatti sul posto, e lavori di esplosività.
Recupero di almeno uno/due esercizi per gli arti inferiori (es. spaccagambe) con ulteriore fase aerobica.
Si torna al suolo per concentrarsi sulla parte posteriore del corpo e dei glutei.
Si conclude con il rituale saluto militare

C’è mai stato un episodio particolare che ti ha reso orgoglioso di essere un istruttore GDM?

Penso che ogni allenamento mi renda orgogliosa di essere istruttrice GDM ed ogni volta per un motivo diverso. Alcuni esempi?

– Il primo allenamento in esterna con il maltempo: nonostante la possibilità di allenarsi al coperto, i corsisti hanno scelto di rimanere sotto la pioggia. – Allenamenti dove ho volutamente alzato il livello e sono stati portati a casa da tutti, con fatica ma tanta soddisfazione.

– Corsisti presenti in estate con 35° e l’asfalto rovente.

– Allenamenti in cui i presenti cercano con lo sguardo gli assenti…..anche questo è essere un gruppo! – Corsisti che chiedono di non fermarsi nemmeno ad agosto – Un semplice grazie di corsisti soddisfatti. E qui mi fermo, perché davvero potrei continuare all’infinito.

Ginnastica Militare: cosa c’è esattamente di Militare?

Militare è la forma comando con cui l’istruttore conduce la lezione. Nel comando non c’è prevaricazione ne denigrazione della persona. esiste solo l’esigenza di portare a termine un compito nel miglior modo possibile. Il comando insegna a resistere ed essere persone precise, concentrate, proiettate verso un orizzonte definito.
Non insegnamo a combattere, lo sport non fomenta alcuna guerra, non discrimina per sesso, età, origini o religione.
Applichiamo ai nostri allenamenti i principi giusti di una vita “militare”.
Siamo tutti uguali, non esiste “quello più bravo”, aiutiamo chi in quel momento a meno capacità di noi. Non ci sono sotto gruppi nelle Nostre squadre. La squadra è formata dagli atleti e dall’istruttore.
In un ambiente militare vige l’eguaglianza, il rispetto, la disciplina e la convinzione di essere nel posto giusto.

Raccontaci un aneddoto accaduto durante i vostri allenamenti

Ogni allenamento meriterebbe un racconto.
Quello che ricordo di più è relativamente recente.
Faccio gli anni il 1°Gennaio. Quest’anno ho festeggiato i miei primi 40.
Il 2 ci siamo allenati come sempre ma in un’altra palestra perchè la nostra era chiusa.
I miei ragazzi si sono presentati con una torta fatta in casa (oltre un baule pieno di qualsiasi cosa) con il numero 40 sopra e una candelina. Eravamo nel pieno di un’altra ondata di Covid e ho festeggiato il compleanno “solo” con mia moglie e il mio cagnolone.
Abbiamo festeggiato fuori, al freddo, dopo l’allenamento in una palestra sconosciuta…
Uno dei compleanni più sinceri che io ricordi.

C’è mai stato un episodio particolare che ti ha reso orgoglioso di essere un istruttore GDM?

Uno dei tanti bellissimi ricordi che ho risale alla prima edizione della nostra Spaccagambe.
Il mio gruppo era di 22 persone ma io ero in fondo perchè uno dei miei atleti era in difficoltà e ho sempre pensato che un buon istruttore arriva in cima con l’ultimo dei suoi atleti. Lungo il percorso abbiamo incontrato un’altra partecipante, anche lei in grave sconforto fisico e psicologico. Ho sostenuto come meglio ho potuto quella persona mai vista. Siamo arrivati in cima insieme, noi tre, e la ragazza mi ha detto “grazie, mi hai rotto i co++++ni per 2 ore ma se ho finito è merito tuo”.
una sola disciplina, un solo colore della maglietta, un unica grande realtà.